Reggio Calabria
 

Sarra: "Senza Paolo Romeo, la carriera di Giuseppe Scopelliti non sarebbe esistita"

sarra alberto500di Claudio Cordova - La voglia di mantenere le mani sul Decreto Reggio, le dinamiche politiche degli ultimi 25 anni. Alberto Sarra continua il suo racconto, da imputato, nel maxiprocesso "Gotha", celebrato contro la masso-'ndrangheta reggina. E il destinatario principale è, ancora una volta, l'ex sindaco di Reggio Calabria ed ex governatore, Giuseppe Scopelliti, non imputato nel procedimento, ma sempre presente, almeno nei racconti del suo ex amico, Alberto Sarra.

Rispondendo alle domande del procuratore aggiunto, Giuseppe Lombardo, Sarra ha delineato il ruolo dell'avvocato Franco Zoccali, uomo-ombra di Scopelliti, suo avamposto al vertice della macchina amministrativa, sia nel Comune di Reggio Calabria, sia negli anni alla Regione. Un vero e proprio Richelieu che non sgancerebbe il suo nome da quello del grande imputato del procedimento, l'avvocato ed ex parlamentare Paolo Romeo, accusato di essere a capo della componente massonica della 'ndrangheta: "Zoccali entra nella Giunta Provinciale del presidente Umberto Pirilli grazie ai suoi rapporti con Paolo Romeo". Siamo a metà degli anni '90, ma si parla di soggetti che segneranno il destino di Reggio Calabria e della Calabria almeno per i vent'anni successivi.

Davanti al Collegio presieduto da Silvia Capone, Sarra ripercorre quanto già narrato dall'ex presidente della Provincia, Peppe Raffa, escusso negli scorsi mesi in qualità di imputato per corruzione (leggi qui). Come narrato da Raffa, dopo l'elezione di Scopelliti alla Regione, l'ex sindaco (tramite alcuni suoi uomini di fiducia) avrebbe tentato in tutti i modi e con pressioni di mantenere le prerogative sul Decreto Reggio, cosa che, invece, sarebbe spettato a Raffa, in quel momento divenuto sindaco facente funzioni: "Il Decreto Reggio gestisce flussi importanti di denaro e permette di mantenere il rapporto con le imprese, ma anche di continuare ad avere prerogative sulle nomine ad esso collegate". Quel il provvedimento speciale stanziato anni fa dal Governo, infatti, avrebbe dovuto rivoltare la città come un calzino, attraverso investimenti, soprattutto nell'edilizia.

Sarà, di fatto, solo una mammella a cui si attaccheranno in tanti.

Il racconto di Sarra attraversa le epoche, fino ad arrivare alla Multiservizi, la società mista del Comune di Reggio Calabria, poi sciolta per infiltrazioni della 'ndrangheta. Un grande affare, concretizzatosi a metà degli anni 2000 e che permetterà a tanti tra i soci privati di accumulare ricchezze. Ben presto, infatti, il gruppo Fiat, inizialmente coinvolto nel progetto, scapperà a gambe levate, lasciando la componente privata a imprenditori locali, poi rivelatisi legati alla 'ndrangheta.

A ispirare l'agire politico degli ultimi anni, comunque, sarebbe stato proprio Paolo Romeo. Sarra respinge ancora una volta l'accusa di essere uno strumento attraverso cui Romeo (e la componente occulta della 'ndrangheta) avrebbe infiltrato le istituzioni, ma, non solo, rilancia, colpendo, ancora una volta, l'ex rivale: "La carriera di Scopelliti senza Paolo Romeo non ci sarebbe stata. Come non ci sarebbe stata quella di Umberto Pirilli, Pietro Fuda, Gianni Bilardi e Antonio Caridi".

Tutti soggetti, ad esclusione proprio di Scopelliti, che la vicinanza a Romeo avrebbe proiettato, in epoche diverse, fino agli scranni del Parlamento.