Reggio Calabria
 

Coronavirus, ‘La Strada’ al sindaco Falcomatà: “Subito una struttura per i senzatetto a Reggio Calabria”

"Egregio Sindaco Falcomatà, come richiesto più volte è necessario che si provveda all'assistenza ai senzatetto. È il primo dei nostri 5 punti per Reggio in questi tempi di coronavirus". Lo si legge nella missiva inviata dal collettivo La Strada al sindaco di Reggio Calabria Giuseppe Falcomatà.
"Ci piacerebbe – si legge ancora nella lettera - che anche questo fosse ascoltato, come già quello della spesa sospesa rispetto alla quale ora ripetiamo di porre attenzione ai nostri rilievi, perché così com'è organizzata si evidenzia l'efficacia sul piano del brand comunicativo ma poco sul piano delle reali necessità dei bisognosi. Una locandina e dei numeri di telefono sono il minimo che potrebbe fare un'associazione, a un Istituzione chiediamo una cabina di regia che renda efficiente al massimo la generosità dei cittadini.
Torniamo all'assistenza ai senzatetto e all'ennesima richiesta. Occorre un luogo dove i senzatetto della città possano effettuare una quarantena sicura e avere l'assistenza a cui hanno diritto come persone. Questo periodo sottolinea ancora di più le differenze di classe: non tutti abbiamo la playstation e non tutti possiamo trascorrere le serate a cucinare, per molti anche uno scontrino di pochi euro è un miraggio, non avendo neanche gli spicci per un panino. È compito di un Sindaco pensare prima a queste persone. Non si può sempre fare affidamento sul volontariato e sui servizi della Diocesi. Se non fosse per queste realtà Reggio sarebbe una vera e propria bomba sociale. I senzatetto senza un alloggio di emergenza sono pochi rispetto a quelli di una grande e, perfino, di una media città. Dobbiamo ringraziare di questo il volontariato cattolico e "laico" che copre le falle.

"È assurdo – evidenzia il collettivo La Strada - che dopo quasi sei anni di governo della città ancora non si abbia per i più poveri neanche una struttura d'emergenza comunale. Che tutto, mense comprese, sia a carico delle opere caritatevoli. Il primo responsabile sanitario della città, ovvero il Sindaco, ha il dovere di rispondere, non fosse per la dignità stessa della persona, alla tutela della salute del territorio: decine di senzatetto costrette a vagare per la città in tempo di coronavirus sono un'emergenza sanitaria. Un rischio sanitario e di contagio per sé e per gli altri cui il Comune deve porre riparo con urgenza. Peraltro queste persone sono sempre più sole, poiché le restrizioni necessarie implicano che anche l'assistenza di strada (sempre a carico dei volontari) sia interrotta. Focalizzare l'attenzione sul passeggiatore solitario, su chi torna dal nord, sul padre a passeggio col bambino non deve e non può essere il velo per coprire la grave assenza di una struttura di sicurezza per chi è costretto a vivere in strada. Queste persone devono essere sottoposte a tampone e poi indirizzate in strutture sicure. Si provveda immediatamente, non domani, non oggi ma ieri a riconoscere la dignità della persona. Se non c'è modo di avere un locale idoneo si disponga, in accordo con la Protezione Civile, ma perfino – è scritto nella missiva indirizzata al primo cittadino - con l'Esercito (chiediamolo per un servizio e non per spot di propaganda securitaria), almeno una tenda per docce, alloggio e vitto per l'assistenza dei più poveri, dei senza dimora. Un intervento tampone all'assenza di una politica attenta agli ultimi. Ma almeno si faccia. Dopo sei anni non ci sono né scuse né alibi, ma solo responsabilità".