Parte da Reggio la sfida di Carlo Tansi. Obiettivo: conquistare la Regione “dal basso”

tansiconferenzadi Mario Meliadò - Decisamente tanta gente, tra supporter convinti e curiosi, al centralissimo "del Torrione Hotel" di Reggio Calabria, per la "prima" ufficiale calabrese di Carlo Tansi, da tempo in lizza come prossimo candidato alla Presidenza della Regione Calabria.

Accanto, a introdurlo e accompagnarlo, Tansi ha due donne: l'architetto Rita De Lorenzo e Bruna Siviglia, attivissima nel mondo dell'associazionismo con realtà come Fidapa e poi quale fondatrice di Biesse («Ma sono qui a titolo personale. E non mi candiderò», fa sapere lei).

A dispetto di una lunga coda d'interventi, che se non era proprio una presentazione di lista certo un po' ci somigliava (nell'opuscolo informativo campeggia la scritta "Tesoro Calabria", a richiamare la nota pagina Facebook lanciata da tempo giusto dal geologo, ricercatore del Cnr e già capo della Protezione civile calabrese, a suggerire che proprio questa possa essere la denominazione di una lista elettorale che sarà approntata, mentre "Un paradiso da cambiare" potrebbe rappresentarne un po' il claim), la "polpa" della manifestazione consiste ovviamente nel pregnante, articolato intervento dello stesso Carlo Tansi.

Da Tony Lamberti a Pietro Mari, da Fortunato Ascioti ad Antonio Ruoppolo passando per Sergio Casadonte, ad animare il dibattito comunque interventi informati e competenti. Forse, a mancare, quel grano di "sale" da sempre rappresentato dalle voci critiche – magari aspre –, o quantomeno dalle domande dirette e talora scomode, che pure sarebbero molto in linea con quanto si aspetta un po' quell'amplissimo 53% di calabresi non-votanti di lungo periodo che incarna il segmento elettorale cui Tansi maggiormente si rivolge.

Nell'intervento principale, sviscerato soprattutto il programma, ma "alla Carlo Tansi", insomma parlando "a braccio" e con la passione civile ben nota a chi lo conosce.

E poi le linee-guida di ciò che si prefigge Tansi, nel cammino programmatico che spera lo conduca alla presidenza della Giunta regionale: intanto concentrare l'attenzione su 4-5 maxi-interventi, però fattibili e «con una logica precisa», che prevede una forte sensibilità alle tematiche ambientali in senso largo. L'idea che bisogni sconfiggere quello che Carlo Tansi ostinatamente definisce «il partito della "torta"», quello trasversale fondato insomma su clientelismo e voto, ehm, non esattamente d'opinione. «Ma io credo molto nel cambiamento – precisa lui –, un germe che potrebbe partire da San Luca, dove Klaus Davi m'ha convinto a candidarmi nella sua lista, ed estendersi proprio ai tanti calabresi ormai cronicamente sfiduciati e che proprio per questo non vanno più a votare da decenni. Beh, io alla guida della Protezione civile credo d'aver dimostrato che cambiare si può».

E ancòra, tra memoria e dure censure, l'enumerazione degli sprechi, dalla Prociv dove i preziosi mezzi Usar (Urban search and rescue) acquistati nel 2010 dal gruppo Matacena «nel 2015 li trovai ancòra nel cellophane», mai usati, per un inestimabile danno nel servizio ai calabresi e uno spreco da 1,8 milioni di euro della collettività, Mario Oliverio ruvidamente definito «un burattino nelle mani di pochi affaristi» alla luce delle intercettazioni pubblicate relative alle indagini a suo carico, la Sorical considerata una sorta d'assumificio per amici e parenti, «un baraccone inefficiente». L'onestà intellettuale sugli scenari sconfortanti («Uno studio dello Svimez dice con chiarezza che di qui a pochi anni altri 200mila giovani calabresi lasceranno questa regione: con ammodernamento e sviluppo, io tenterò d'impedirlo»).

A fine-incontro, Tansi sorride: sa che, rispetto alla mera intenzione di farcela, in realtà è solo all'inizio.