Cosenza
 

Calcio a bambino immigrato a Cosenza, parla la mamma: “Voleva solo fare una carezza”

Ambulanza 7 settembre"E' successo martedi' pomeriggio, quado ero dal medico con mia sorella. Io ero l'ultima e per non far annoiare i bambini, gli ho detto di andare a giocare un po' sotto lo studio". Lo racconta all'Agi la signora marocchina il cui bimbo di tre anni e' stato aggredito con un calio nel centro di Cosenza. La signora ha tre figli, di 14, 13 e 3 anni. "Sono passati 5 minuti - aggiunge la signora - e sento delle grida, e ho riconosciuto la voce di mio figlio. Mi sono affacciata dal balcone e ho visto tanta confusione. Mi sono precipitata giu' e c'era tanta gente intorno a mio figlio piccolo, che era a terra, era pallido e non parlava. Mi hanno detto che gli era stato tirato un calcio da un signore che passava - dice ancora la donna - e che questo voleva tirargliene anche un altro, ma si e' messo davanti un altro dei miei figli e il calcio ha preso lui, alla mano e ad una gamba e dalla mano ha anche perso del sangue, mentre sulla gamba c'e' un segno verde. Il mio bambino voleva solo fare una carezza al figlio di quel signore - racconta infine la mamma del bimbo di 3 anni - mai mi era capitata una cosa simile. Poi sono stati i miei figli piu' grandi a riconoscerlo per strada e lo abbiamo detto ai poliziotti. Il bimbo piccolo adesso la notte non dorme, dice che ha paura ma per fortuna sta bene, gli hanno dato una pomata da mettere sulla pancia, che era tutta rossa. E' venuto anche il sindaco a casa mia - dice la signora - e tanta gente mi ha telefonato".

Intanto oggi alle 18, in via Macalle', a Cosenza, in concomitanza con la raccolta di firme per le primarie in Calabria, i Giovani Democratici di Cosenza organizzano un flash mob di solidarieta' al bambino immigrato di 3 anni vittima di aggressione nei giorni scorsi. "Contro ogni fascismo e razzismo, testimoniamo - e' scritto in una nota - la nostra condanna a violenza e intolleranza proprio nel luogo dove e' avvenuto. Occorre ritrovarsi, costruire, stare insieme perche' l'unica via percorribile per liberare le citta' e i quartieri dalla violenza razzista e' esserci. 'Prima di essere un vero italiano, cerca di essere umano'. #stayhuman".

"Stamattina ho fatto visita al bimbo che e' stato brutalmente aggredito nei giorni scorsi a Cosenza. Un bambino dolcissimo attorniato dall'affetto dei suoi fratellini, della mamma e del papa'. A lui e alla sua famiglia ho espresso la mia totale vicinanza e quella di tutta la comunita' mendicinese che da Sindaco rappresento, e la nostra piu' grande solidarieta'". Lo afferma in una nota il sindaco di Mendicino Antonio Palermo. "Episodi del genere - prosegue - sono da condannare senza se e senza ma, specie se perpetrati nei confronti di bambini piccoli e indifesi. Spero che al piu' presto i responsabili vengano puniti per le loro vili azioni. Mendicino condanna ogni forma di violenza e di razzismo, sempre, perche' e' Citta' di pace, accoglienza, integrazione e solidarieta'"