Di Lieto (Codacons): “Regione Calabria affida 70 milioni a società in liquidazione

"Un bel pastrocchio.

Una società in liquidazione, secondo quanto stabilito dall'art. 2279 del codice civile, vige il "divieto di nuove operazioni".

Per nuove operazioni si intendono tutte quelle che non si giustificano con lo scopo di liquidazione o definizione dei rapporti in corso, ma che costituiscono atti di gestione dell'impresa.

Nuove operazioni che, se svolte, sono inefficaci per carenza di potere.

Tant'è che la violazione del divieto di intraprendere nuove operazioni comporta una responsabilità personale e solidale dei liquidatori.

Eppure con provvedimento del 17 settembre 2019 (Decreto nr. 11178) la Regione Calabria ha affidato a SoRiCal SpA "in liquidazione", circa 70milioni di euro (per l'esattezza 68.388.524,90 euro) per lavori da effettuare sulle reti interne di distribuzione.

Nel Decreto Dirigenziale si legge, infatti, che le opere riguardano "l'ingegnerizzazione delle reti idriche di distribuzione urbana e lavori di manutenzione straordinaria funzionali al miglioramento della gestione del servizio di distribuzione idrica e alla riduzione delle perdite"

Tuttavia, SoRiCal - a leggere lo statuto - non avrebbe competenza sulle reti di distribuzione.

Appare del tutto anomala la scelta di effettuare un investimento finanziario del genere - sostiene Francesco Di Lieto del Codacons - sia perché SoRiCal, da tempo, si trova in liquidazione e quindi non potrebbe compiere atti di gestione diversi da quelli previsti dalla legge; sia perché le vengono affidate delle opere per le quali, da statuto, non ha competenza.

Il tutto senza alcuna gara ad evidenza pubblica e, quindi, in assenza di ogni confronto concorrenziale.

In buona sostanza - secondo Di Lieto - si tratterebbe di qualcosa di molto simile ad un finanziamento "bello e buono".

Privilegio nei confronti di SoRiCal che fa storcere il naso, proprio alla luce delle evidenti e croniche omissioni da parte del socio privato di SoRiCal e della non florida situazione economica, che ha condotto la società alla messa in liquidazione.

Per questi motivi il Codacons chiede l'intervento della Magistratura contabile affinché voglia verificare la correttezza "di una strana operazione dal vago sapore elettorale".