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La Calabria e il Mediterraneo nel Medioevo. Economie e contaminazioni attraverso lo studio della ceramica fine: incontro il 22 gennaio a Roccella Jonica

Un viaggio nella Calabria medievale nel quale si incontrano islamici e bizantini, normanni e crociati e il cui filo conduttore è la produzione e lo scambio dei manufatti in ceramica. È questo l'interessante tema proposto dall'archeologo medievista Giuseppe Hyeraci per l'incontro pubblico dal titolo "La Calabria e il Mediterraneo nel Medioevo. Economie e contaminazioni attraverso lo studio della ceramica fine". L'iniziativa si svolgerà mercoledì 22 gennaio alle ore 18.00 nella sede dell'Associazione Culturale Scholé, in via Umberto I, al numero 106, a Roccella Jonica. Uno sguardo sulla regione al centro del mar Mediterraneo col quale si proverà a cogliere e a descrivere, soprattutto a partire dall'anno Mille in poi, il ruolo non secondario dei poli produttivi e di smistamento di anfore, vasi e piatti rivestiti e dipinti.

«Gli studi ceramologici, che si affiancano sempre più fittamente ad altre discipline di tipo storiografico e archeologico, forniscono quadri storici generali sempre più ricchi. Nel nostro caso, queste ricerche ci aiutano a valorizzare le "specializzazioni" calabresi, attenuando, quando non superando del tutto, la tradizionale visione di marginalità della nostra regione e di sistemi economici eterodiretti e talora colonialistici». Così Hyeraci presenta la sua ipotesi, volta dunque a rivendicare un'azione di primo piano dell'artigianato calabrese, che sulla scorta delle contaminazioni bizantine e arabe è giunto a elaborare una produzione tipica a carattere industriale, la quale forse aveva meno mercato rispetto a quella degli altri concorrenti, ma che non era affatto meno avanzata sul piano tecnologico e decorativo. L'incontro si inserisce nell'ambito dei mercoledì del Tè dedicati alla Natura e, in particolare, nel solco di un breve percorso sul Mediterraneo, che Scholé ha avviato leggendo alcuni passaggi del celebre volume dello storico francese Fernand Braudel e che è continuato con la mostra "Assemblaggi" dell'artista italo-americano Antonio Toscano.